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giovedì 15 novembre 2012

15/11/2012 Giovedì mattino... Lo studente modello...

Buon giorno...

L'altro giorno vi ho parlato dei miei trascorsi scolastici e di come io sia cambiato nel corso degli anni...
Breve riassunto delle puntate precedenti in super pillole...
Elementari, caro Watson...ops...scusate...ho sbagliato...
Rifacciamo...
Elementari...più che svogliato...rincoglionito...


Medie...nullafacente...


..."mattacchione"...


... Sono stato abbastanza essenziale?
Se non vi basta, consulate il LINK qui sotto e leggete la puntata precedente...


Ok...ora posso continuare...
Dunque ci eravamo lasciati con il sottoscritto basito poiché era stato appena insultato da Preside e impiegata del mio nuovo istituto per periti tecnico-commericali, cioè...Ragioneria... Diploma "spendibile" subito dopo il quinquennio...diceva mio padre... Opportunità di lavoro nel caso la carriera di pianista fosse naufragata tra le onde sonore della Musica... Dal canto mio il progetto che avevo in testa era ben chiaro: farmi bocciare il primo anno...far capire a mio padre che non ero proprio portato... e studiare "solo" il pianoforte...
Ma quel colpo di "Asino"...quello non mi andava proprio giù... ASINO, capite? Mi avevano aperto gli occhi... Io ero una nullità...


Un "fancazzista" che non avrebbe ottenuto nulla nella vita... E mio padre, visibilmente imbarazzato, avrebbe voluto sprofondare e finire sotto il pavimento...
La reazione fu davvero inaspettata... anche per me... Mi avevano insultato? Bene...avrei dimostrato a quelle due "befane" che io non ero un asino...
Con il primo giorno di scuola... ZAC... Enrico Pesce era diverso...cambiato... Sempre attento, o quasi, alle spiegazioni...sempre preparato alle interrogazioni, scritte o orali... Mai una insufficienza...e i voti sempre compresi nel range tra nove e dieci...
Diciamo che la media, del dieci, era appena appena rovinata dalla condotta che non superava mai l'otto... Come ho scritto l'altra volta, avevo già il "vizietto" di fare battute e giochi di parole... Non riuscivo proprio a trattenermi... Ogni volta che la prof, o il prof dicevano qualcosa che mi "ispirava", io intervenivo e PAF...una bella "cavolata" tra capo e collo veniva "sparata" nell'aria... La gente rideva...e il prof di turno si arrabbiava perché interrompevo la lezione...
Quando poi i miei compagni più "intimi", i cosiddetti "BANTU'", si assentavano da scuola, io componevo per loro una poesia in rima inventando una disavventura "fantastica" che giustificasse la loro "latitanza" dai banchi...
Questo il lato goliardico della mia vita scolastica delle superiori... Per il resto la stessa era improntata al massimo rigore... Le mie giornate si svolgevano così: al mattino a scuola. Tornato a casa, dopo pranzo, studiavo il pianoforte dalle 14:00 alle 18:00. Solo dopo aprivo il diario e guardavo cosa c'era da studiare per la scuola... E mi veniva male... Mi trovavo cento pagine di storia...o di diritto...o tutte e due...o altro... Allora mi armavo di buon spirito di sopportazione e via... studiavo tutto quello che c'era sino a quando non avevo finito...
Spesso facevo venire le tre di notte...
Il fatto è che per me era importante non trascurare il pianoforte... Avessi fatto il contrario, prima storia, matematica e altro, non avrei potuto suonare le mie quattro ore giornaliere... Abitavo in un condominio...


Era l'epoca, come vi ho scritto in un altro POST, in cui mi ero innamorato della mia insegnante di pianoforte, di soli dieci mesi più "vecchia" di me... Non avevo nessuna intenzione di deluderla...
Nell'anno della quarta ho deciso di sostenere gli esami Teoria e Solfeggio e del quinto anno di pianoforte... Oltre le mie quattro ore canoniche in tutto l'arco dell'anno scolastico, ho studiato tutta l'estate: quattro ore al mattino e quattro al pomeriggio....
Ho superato da privatista tutti gli esami.... Ero felice ma esausto...


... E proprio in quei giorni iniziava l'ultimo anno del mio corso di studi a scuola al termine del quale avrei dovuto sostenere la famigerata "maturità"... 


Stanco come non mai sono andato a scuola il primo giorno...e lì ho trovato un nuovo insegnante di Ragioneria e Tecnica bancaria...le materie "caratterizzanti"... Insieme occupavano dieci ore del mio piano di studi settimanali... Questo entra in classe e dice: "Buon giorno io sono ....... ..... e del vostro esame me ne sbatto i co.....ni".... Sì, sì...avete capito bene...proprio quella parola lì...
Credevo fosse un "mattacchione"...invece non scherzava...
Io, abituato a un altro tipo di approccio da parte degli insegnanti, rimasi piuttosto sbigottito... Anche i miei compagni...direi....
Dopo un primo momento di stordimento, come quando ricevi un pugno e senti tutto che risuona nella tua testa, mi sono ripreso e ho reagito... 
Come?
Sono le 5:30... E' troppo tardi...o troppo presto per andare oltre...
Ve lo racconterò nella terza e, spero, ultima puntata....
...Vi dico solo che, da quel giorno, è iniziato il mio inferno...

Alla prossima...

...e a dopo...



3 commenti:

  1. La foto delle elementari col grembiulino nero, colletto rigido e sussidiario è da collezione!!!

    ciao
    Gianmario

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  2. però quello sguardo da genietto....era già presente!!!!......

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  3. Nelle foto si intravvede già il "genio e sregolatezza" che ora sei diventato!

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