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mercoledì 2 gennaio 2013

02/01/2013 Mercoledì mattino... L'età giusta...

Buon giorno...


L'anno nuovo è sempre foriero di aspettative... "Anno nuovo, vita nuova" recita il proverbio... Il nuovo anno è una sorta di metaforica rinascita... Anche inconsciamente si fanno progetti, si scrivono i buoni propositi, si ha fiducia nell'"anno che verrà"... Non per niente la tradizione vuole che si gettino dalla finestra le cose vecchie...
Così capita che una signora certo non giovane, Rita Levi Montalcini, muore proprio alla fine dell'anno... Se ne va da questa vita, da questo mondo, come una "cosa vecchia"... Non pensiate che questa mia frase sia irriverente... Lo dico con affetto... Stimavo molto il premio Nobel per la medicina...l'ho sempre considerata una gran donna... Uno di quei giovani "cervelli" fuggiti dall'Italia per andare in giro per il mondo a tenere alto il nome del proprio paese, a fare scoperte di portata mondiale... 


Un cervello che, poi, ha deciso di tornare per arricchire la sua nazione. Una donna che ha sempre saputo lottare contro le difficoltà...a cominciare da quelle create dal suo cognome, dalle sue origini...o meglio...dalle leggi razziali che se la sono presa con persone che portavano le loro "colpe", appunto, nel cognome e nella loro origine...


Ogni volta che guardavo Rita Levi Montalcini in televisione mi stupivo della sua lucidità... L'altro giorno rivedevo l'intervista rilasciata a Fabio Fazio in occasione del suo centesimo compleanno... Era davvero incredibile la sua capacità di sintesi, il suo eloquio forbito e impeccabile...
Dunque, a 103 anni, la grande scienziata se n'è andata...e lo ha fatto proprio a cavallo tra il 2012 e il 2013... E' morta il 30 dicembre...i funerali si terranno oggi...a Torino...
Si è sbarazzata di una vita lunghissima come ci si libera di qualcosa che non serve più...alla fine dell'anno... Se è vero che, da buona scienziata illuminista, non credeva in Dio è altrettanto vero che, forse, nei proverbi riponeva qualche fiducia...


I giornali hanno dato ampi risalto alla sua morte...e ci mancherebbe... Nessuno è sembrato però molto commosso... Evidentemente ci si deve rassegnare all'ineluttabilità della morte... Lei, Rita, le ha resistito tanto e lucidamente...qualcuno diceva cose strane su di lei...per esempio che faceva cicli di lavaggio del sangue per rigenerare le cellule... Leggende metropolitane... Sarà stata anche un premio Nobel per la medicina ma anche lei, come tutti noi, sapeva (o sospettava) certamente di non essere eterna... 
Credo che sia "normale" accettare con serenità la morte di una persona molto, molto vecchia....tuttavia vi chiedo: esiste un'età soggettivamente giusta per morire? Io sono sicuro che, in condizione di salute psicofisica normale, ognuno di noi sia sempre dispiaciuto di lasciare questa vita... Non c'è un momento giusto per andarsene... Perché, vedete, se io alla mia età, sento di avere ancora lo spirito di quando ero ragazzino, se ho lo stesso entusiasmo...allora vi dico che sono certo che, se sarò così fortunato da arrivare a novant'anni, io mi sentirò sempre entusiasta della vita...della mia vita e di quella dei miei cari... Ricordo un aneddoto che riguarda un mio zio. Se n'è andato nel 2010... Qualche tempo prima, vedendolo amareggiato, gli chiesi il perché di quello sguardo adombrato... Lui scosse il capo e mi disse testuali parole: "vedi, Enrico, il fatto è che sto diventando vecchio"... Aveva ottantotto anni suonati...


Buona giornata...

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