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domenica 3 maggio 2015

03/05/2015 Domenica mattina... PENSIERI SERI... Allora non sono cattivo...

Buon giorno...



Ieri ho postato questo simpatico uccellino...


Era qualche anno che questi simpatici volatili non nidificavano nella mia buca delle lettere...
Qualche anno fa un uccellino aveva costruito il suo nido proprio nella mia cassetta fatta a casetta... Era, in effetti, diventata la sua "abitazione"...scelta per far nascere i propri "cuccioli"...
L'avevo scoperto per caso...
La posta viene quasi sempre riposta nella parte superiore...tuttavia, ogni tanto, qualche piccola busta finisce nella feritoia piccola... Ecco che, ogni tanto, apro la porticina con la chiave...
Quell'anno la sorpresa...
Un'opera d'ingegneria con dentro piccole ovine di uccello... Pochi giorni dopo, ecco la "mamma"...accovacciata e irremovibile...neppure spaventata dalle mie intrusioni...
Poi...più nulla... Per un po' di anni quel nido è rimasto lì...immobile...in attesa...


Lo scorso anno è stato infestato dalle vespe che se ne sono appropriate costruendoci dentro il loro favo...
A quel punto, mio malgrado, ho dovuto distruggere tutto...nido di vespe e nido della mamma uccellina...
Pochi giorni fa, nel mio solito indagare alla ricerca di buste scomparse, ecco la sorpresa... Un nido uguale a quello di anni fa...le stesse ovine bianche...puntinate di rosso...e..poi...lo stesso uccellino...


Sono stato bene...
Ho letto quel messaggio come qualcosa di positivo...
E' un periodo, questo, in cui mi faccio mille domande e cerco di guardare dentro di me alla ricerca del vero "Enrico"...
Sto lottando contro i miei elementi interni per far prevalere la parte buona di me...


Mi sento solo in questo titanico combattimento tra le mie forze interne...
D'altra parte...nessuno mi può aiutare...
Queste sono cose che si devono risolvere da soli...
Però quell'uccellino...nella mia casetta...che è anche la sua...mi ha dato coraggio...
Se la natura mi sceglie come custode delle sue creature...perché io non dovrei avere fiducia in me?
Su questo interrogativo vi saluto e vi auguro la migliore domenica possibile...


Buona giornata...

sabato 2 maggio 2015

02/05/2015 Sabato sera... Saluto serale...

Buona sera...

Eccolo, il bel sabato...carico di voglia di festeggiare...
Siete pronte/i per un'altra sera di godimento?
Bene! Prima di lasciarvi andare vi posto la soluzione all'indovinello di ieri... Era carino...non mi pare che qualcuno abbia risposto...

Ecco la domanda...

Dove sta andando Melchiorre in tutta fretta con una chitarra sotto il braccio e solo?

Ecco la risposta...

AL CONCERTO DEL PRIMO MAG(G)IO!

Ah ah ah ah ah ah! Per questa sera farò questo... Non è meraviglioso ma...ci sta... Mi è venuto in mente mentre ero a casa dei cari amici ELENA & JOE...in uno dei pochi pomeriggi senza troppi pensieri della mia vita attuale... Eccolo...

Come mai hanno fatto la multa per eccesso di velocità a un coltivatore di piante aromatiche?

Ed ora...a lavorare...
E voi...ATTENZIONE! E' SABATO...ancora prefestivo...occorre ancora PRUDENZA!

Ma non nel BLOG... Qui potete sbizzarrirvi...



Buona notte... A domani...


02/05/2015 Sabato Pomeriggio... L'ascolto del sabato... In attesa della Turandot della Scala di Milano...ecco quella dell'arena di Verona


Buon pomeriggio... 
Ieri sera Rai 5 ha trasmesso in diretta la Turandot di Puccini sotto la direzione di Riccardo Chailly che inaugurava il suo primo impegno come Direttore principale dell'Orchestra della Scala di Milano...
Grandissimo successo della rappresentazione...
Purtroppo non posso ancora guidarvi alla visione integrale di questa bellissima edizione del capolavoro pucciniano che ha ricevuto undici minuti ininterrotti di applausi...
Posso invece indicarvi l'ascolto della rappresentazione della medesima opera nella stagione 2010 dell'Arena di Verona...



Ecco il CAST

Maria Gulegniha (Turandot)


Salvatore Licitra (Calaf)


Tamar Iveri (Liu)

Luiz-Octavio Faria (Timur)

Carlo Bosi (Imperatore Altoum)
Orchestra, coro e corpo di ballo della fondazione Arena di Verona

Direttore: Giuliano Carella

Regia: Franco Zefirelli
Costumi: Emi Wada
Coreografie: Maria Grazia Garofoli
Luci: Paolo Mazzon


Ecco l'opera...


Ecco la trama...

Introduzione
Dramma lirico in tre atti e cinque quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla omonima trama teatrale di Carlo Gozzi. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 26 aprile 1926.

Trama
ATTO PRIMO
Pechino, in un mitico “Tempo delle Favole”.
E’ l’ora del tramonto e gli spalti delle mura della Città Imperiale si stagliano nella luce sfolgorante; su di essi, quasi a monito, una serie di pali su cui sono infissi i teschi dei pretendenti fatti decapitare dalla crudele principessa Turandot.
Dalle mura, un Mandarino si prepara ad annunciare al popolo di Pechino la “Crudele legge” di Turandot: la Principessa sposerà colui che, di sangue reale, risolverà tre enigmi da lei proposti; in caso contrario, il boia Pu-Tin-Pao provvederà a decapitare coloro che falliranno il tentativo. La folla, in preda all’eccitazione, travolge il vecchio Timur, spodestato principe Tartaro ormai cieco, sorretto dalla piccola schiava Liù che chiede per lui soccorso ed è in questo momento che incontrano Calaf che riconosce, dal racconto dei due, l’ormai vecchio padre e la fanciulla a cui un giorno, nella reggia, aveva regalato un sorriso.
Si fa notte e nel cielo campeggia la luna, la folla esaltata invoca Pu-Tin-Pao.
Tra la calca avanza il corteo con il condannato a morte Principe di Persia e dall’alto appare la figura della Principessa, illuminata dal bagliore lunare, che con un gesto imperioso ricusa le richieste di grazia per il giovane Principe ormai condannato. In quel momento Calaf vede la misteriosa figura incantatrice della Principessa Turandot e se ne innamora perdutamente tanto da voler, a sua volta, affrontare la prova dei tre enigmi. Invano Timur, Liù e i tre ministri tentano di dissuaderlo dall’insano proposito; preso dall’enfasi, Calaf percuote per tre volte il gong invocando il nome della principessa Turandot.


ATTO SECONDO Quadro Primo
I tre ministri si trovano a dover preparare sia le nozze che le esequie per il nuovo pretendente; a seconda dell’esito che avrà la sfida proposta dal principe ignoto.
I tre si lasciano andare ai ricordi di felici tempi passati prima della nascita della giovane Turandot e quasi in preda a sogno, immaginano di preparare il giaciglio per la prima notte d’amore della principessa di “Ghiaccio” ormai vinta dall’Amore.

ATTO SECONDO Quadro Secondo
Si appronta la cerimonia degli enigmi.
La Corte Imperiale si accomoda sulla altissima scalinata della Reggia; persino il vecchio Imperatore Altoum tenta di dissuadere il giovane dall’affrontare la prova, ma il Principe, ostinato, per ben tre volte chiede di affrontar la prova.
Il Mandarino proclama nuovamente la Legge di Turandot.
Si avanza la Principessa, in tutto il suo gelido splendore, fino ai piedi del Trono ove intona il suo canto dichiarando i motivi della sua ferocia (In questa reggia).
E’ il momento degli enigmi; Il Principe, con saggezza ed arguzia, li risolve vincendo la prova tra le acclamazioni del popolo e della Corte, ma Turandot non è domata; la ragazza implora il padre di salvarla dalle braccia dello straniero ma sarà Calaf stesso a rinunciare alla vittoria ponendo, a sua volta, un enigma da risolvere prima dell’alba alla Principessa: se riuscirà a conoscere il suo nome, egli abbandonerà ogni pretesa nei suoi confronti e accetterà di morire.

ATTO TERZO Quadro Primo
E’ notte, nel giardino della Reggia.
Gli Araldi diffondono la volontà della Principessa: ognuno vegli e cerchi di conoscere il nome del Principe ignoto. Anche Calaf veglia pregustando la sua dolce vittoria (Nessun dorma).
Anche i tre ministri tentano, con generose offerte, di carpire il segreto del Principe ma all’ennesimo rifiuto, le guardie introducono il vecchio Timur e la piccola Liù sospettati di essere a conoscenza del segreto; la giovane schiava, torturata, fronteggia allora la Principessa di gelo (Tu che di gel sei cinta) e, felice di morire per la vittoria del suo amato Principe, si uccide ai piedi di Turandot.
Timur, straziato dal dolore, inveisce contro la crudeltà della Principessa ed accopagna mestamente il feretro della fanciulla morta.
Con questa scena si chiude la versione di Giacomo Puccini che morì prima di aver terminato l’intera stesura dell’opera; la parte successiva, è stata elaborata da Franco Alfano basandosi su carteggi del Maestro.
All’uscita del corteo funebre, Turandot ed il Principe rimangono soli; in uno slancio impetuoso, Calaf riesce ad abbracciare la Principessa ed a baciarla; immediatamente la donna appare trasfigurata, vinta.
Si levano le prime luci dell’alba e Calaf, dopo il brivido confessato dalla Principessa, svela il proprio nome.

ATTO TERZO Quadro Secondo
Nel Palazzo sfolgorante, l’Imperatore e la Corte sono circondati dall’intera popolazione; nel momento culminante, Turandot annuncia a suo padre ed alla folla, di conoscere alfine il nome dello straniero: il suo nome è “Amore”.


Brani celebri
                Atto Primo
                                  Signore ascolta, Liù
                                  Non piangere Liù, Calaf
                Atto Secondo
                                  In questa reggia, Turandot
                Atto Terzo
                                  Nessun dorma, Calaf
                                  Tu che di gel sei cinta, Liù

Buon ascolto...


02/05/2015 Sabato mattino... PENSIERI SERI... Il mio amico...

Buon giorno...


E buon sabato del ponte del primo maggio...
Bene...altro relax...
Purtroppo i giorni di festa volano sempre...
Non ho quindi voglia di farvi perdere troppo tempo dietro ai miei "Immaginando"...
A dir la verità non ho tempo neppure io...
E ho anche altri problemi esistenziali che mi assediano...
Quindi...non sto qui a farla tanto lunga...
Fortuna che c'è questo mio piccolo amico che mi consola...


Cosa fa per consolarmi?
Beh... Esiste...
Già questo basta a rendermi meno adombrato...
Ad ogni modo...
L'immagine potrebbe suggerirvi qualcosa...
Se capiterà sarò felice di leggere i vostri "voli"...
Altrimenti...
... Non importa...

Buona giornata...

venerdì 1 maggio 2015

01/05/2015 Venerdì sera... Saluto serale...

Buona sera...

Solitamente in questa sera scrivo che sta iniziando il Week End... Questa sera, invece, affermo che il Week End è già in pieno svolgimento... Oggi era festa...il PRIMO MAGGIO... BENE!
Allora, per festeggiare, ecco la soluzione all'indovinello di ieri... 

Qual è la festa più importante per i topi?

Ecco la risposta... L'ha fornita, nei COMMENTI, anche l'amica SERENA... BRAVA!!!!!!

IL PRIMO (FOR)MAGGIO!

Ah ah ah ah ah... E per questa sera...facciamo questo...ma sì... E' tematico...

Dove sta andando Melchiorre in tutta fretta con una chitarra sotto il braccio e solo?

Non male...carino...dai...
Bene...per questa sera è tutto... Ah...no...ancora una cosa... GIOVANI...è il secondo giorno prefestivo... Continuate a correre lentamente... Solo così arriverete lontane/i...

Correte invece nel BLOG...



A domani... Buona notte...



01/05/2015 Venerdì pomeriggio... Un ponte per la Ithitwe School

Buon pomeriggio...



Ieri ho fatto un po' il punto della situazione sui prossimi spettacoli teatrali... Badate bene...non ho inserito le date dei concerti ma solo quelli degli spettacoli...
Oggi vi vorrei riassumere in breve il primo di questi eventi...questo:

22 maggio 2015
Teatro Municipale di Casale Monferrato, ore 21:00
Progetto "Colibrì" per costruire un ponte per la Ithitwe School
Con testi selezionati da Fabrizio Meni e direzione musicale del sottoscritto
Ingresso 10 euro

Oggi è il primo maggio, la festa del lavoro... Non voglio, quindi, farvi lavorare troppo... Mi pare che il modo migliore per descrivervi il progetto sia rimandare la vostra attenzione al breve Trailer preparato dal Prof. Fabrizio Meni, mio amico e collega, anima dell'iniziativa...

Eccolo...cliccate su questo LINK...saprete tutto in soli due minuti e ventidue secondi...


Più avanti scenderò nel dettaglio...

A questa sera...

01/05/2015 Venerdì mattino... PENSIERI SERI... Al centro dell'attenzione...

Buon giorno...


...e buon primo maggio...
Ieri ho pubblicato ancora la scala su quell'albero...immobile e immutabile...


Questa mattina tralascio la mia storia...un po' triste per essere raccontata in un giorno di festa...

Invece pubblico queste belle righe scritte dalla solida e solita GIULIA...che ringrazio come sempre...

Eccole...

"Una scala che tenta di salire, di arrampicarsi su quei meravigliosi alberi fioriti che profumano e sanno, ovviamente di Primavera, la loro stagione preferita: Si sentono osservati, sono al centro dell'attenzione della Natura, del mondo che, inconsciamente, li "abbraccia". Dunque, anche quella Scala posizionata di fronte a loro li osserva, li guarda mentre (lei stessa) affronta le avversitá del mondo, della realtá, della vita di ciascuno di noi... Quel mezzo ci invita a salire, proprio come fa lei, in quel Cielo azzurro... Bello... Infinito, ma (troppo) nostalgico, poiché nasconde e racchiude un "velo" doloroso e malinconico all'interno di noi, della nostra anima, del Cuore piccolo, ma "prezioso". Eh... Sí, perché proprio in quel Cielo, tra le Nuvole, le Stelle e la Luna riposa chi ci ha lasciato, chi ci ha "abbandonano", chi si ê allontanano da noi senza "preavviso". Da lassú ci osservano in modo continuo e costamte... I nostri ANGELI! "



Buona giornata...