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sabato 14 gennaio 2012

Buon pomeriggio...

Ciao,

oggi, per rispettare il "postaggio" pomeridiano, vi presento un'interpretazione delle POKER SINGERS del celeberrimo brano di Burt Bacharach e Hal David  "I Say a Little Prayer for You".

La registrazione è stata effettuata durante il concerto di Murisengo (Al) del 18 novembre 2011.

Le fotografie sono prevalentemente del mio eterno amico Ivano A. Antonazzo (a parte gli scatti fatti al sottoscritto da Nino Farinetti, pure mio amico. Sono stati inseriti, inoltre, alcuni scatti "amatoriali").




Come tutti voi ormai sapete, in questi giorni, sul sito della RAI, e precisamente nella pagina del programma radiofonico CATERPILLAR, di RADIO DUE, è pubblicata la mia canzone "M'illumino di meno", scritta appositamente per l'omonima iniziativa del programma e realizzata meravigliosamente dalle POKER SINGERS. Il nostro brano è da l'altro ieri in testa agli ascolti che, in questo momento, superano i 2400 contatti. Una delle canzoni (sono tantissime in competizione) diventerà la sigla della rubrica di CATERPILLAR. Siamo certi la RAI non sceglierà il brano più ascoltato ma quello che maggiormente rispecchierà il suo target e le sue linee editoriali. Però noi crediamo che essere i più ascoltati sia un ottimo viatico per farsi comunque notare. Quindi vi chiediamo di fare ancora uno sforzo e di continuare ad ascoltarci in questi giorni.


GRAZIE. 


Ecco il link dove troverete il brano.


Enrico Pesce & Poker Singers, M'illumino di meno, per Radio Rai Due, Caterpillar

sabato 24 dicembre 2011

Natale...quale?

Natale, quale?

Ogni vigilia di Natale, da un po' di anni a questa parte, mi fermo a pensare. Siamo tutti indaffarati ad acquistare gli ultimi regali, a preparare il cenone o il pranzo di Natale. Ci infuriamo perché non troviamo parcheggio, perché siamo in coda al supermercato...Capitava anche a me...fino al 19 ottobre 2005. Dal Natale successivo, fino a quello del 2009, ho passato cinque vigilie e cinque natali in una RSA, struttura protetta per i malati terminali. Ho visto guardare da letti asettici, attraverso una finestra appannata, o la plastica di una maschera per l'ossigeno, le luci distorte delle luminarie...ho sentito ascoltare  suoni deboli di carole natalizie...chi le ascoltava, chi vedeva le luci, sapeva, sentiva, che quella sarebbe stata l'ultima volta. Sapeva che là fuori c'era un mare di gente che, come una colonia di formiche, si dava un gran da fare per far sembrare il proprio natale simile a quello delle pubblicità dei panettoni...i miei occhi vedevano i loro, e quelli di mia madre, disinteressati e fuori dai giochi...allora, il 13 dicembre 2008, ho eseguito questo brano...Natale...quale?