Natale, quale?
Ogni vigilia di Natale, da un po' di anni a questa parte, mi fermo a pensare. Siamo tutti indaffarati ad acquistare gli ultimi regali, a preparare il cenone o il pranzo di Natale. Ci infuriamo perché non troviamo parcheggio, perché siamo in coda al supermercato...Capitava anche a me...fino al 19 ottobre 2005. Dal Natale successivo, fino a quello del 2009, ho passato cinque vigilie e cinque natali in una RSA, struttura protetta per i malati terminali. Ho visto guardare da letti asettici, attraverso una finestra appannata, o la plastica di una maschera per l'ossigeno, le luci distorte delle luminarie...ho sentito ascoltare suoni deboli di carole natalizie...chi le ascoltava, chi vedeva le luci, sapeva, sentiva, che quella sarebbe stata l'ultima volta. Sapeva che là fuori c'era un mare di gente che, come una colonia di formiche, si dava un gran da fare per far sembrare il proprio natale simile a quello delle pubblicità dei panettoni...i miei occhi vedevano i loro, e quelli di mia madre, disinteressati e fuori dai giochi...allora, il 13 dicembre 2008, ho eseguito questo brano...Natale...quale?